E
la Regina degli 800mt. non ha tradito le attese,
controllando la gara nella scia della Ceplak
fino ai 700mt., per poi produrre il solito allungo
travolgente sul rettilineo d'arrivo concludendo
a braccia levate in 1'57"78. Riprendendo
uno spunto dell'articolo di oggi sulla Gazzetta
del grande Gianni Merlo "Maria non è
bella, non ha un viso da copertina, non affascina
le folle con il suo aspetto, ma conquista l'affetto
con la dolcezza del suo modo di proporsi. Ha
un cuore grande, aiuta la gente della sua terra,
il Mozambico, fa di tutto per rendersi utile.
Non è egoista e con i soldi che ha vinto
stasera, le consentiranno di mandare a studiare
negli Stati Uniti una decina di ragazzi del
suo paese per farli crescere poi nel mondo dell'atletica".
Personalmente
ho avuto modo di incrociarla a St. Moritz lo
scorso mese (assieme ai miei compagni di ventura
Fabio, Cris, Daniele, Edo, Ben e Marta, ai quali
mando un saluto affettuoso) chiedendo a lei
e alla sua amica e compagna di allenamento Kelly
Holmes (poi 2^ ai Mondiali di Parigi dietro
Maria) se potevamo scattare una foto insieme.
Lei ha sorriso e ha detto sì senza esitare,
a riprova della sua cordiale disponibilità.
E rammento che lei, nell'ultimo decennio di
gare in pista, ha dominato letteralmente la
scena conquistando 9 titoli mondiali
(6 indoor e 3 outdoor) oltre al massimo alloro
Olimpico (a Sidney 2000), e quindi degna di
entrare a pieno titolo nella "Hall
of Fame" dell' atletica mondiale
di tutti i tempi, come del resto merita di esserci
anche Haile Gebrselassie. "Chi
mi dava per finito... è stato servito!!!"
sembrava dire il minuscolo etiope dopo aver
tagliato il traguardo dei 10.000mt. conclusi
con il terzo tempo di sempre della storia: 26'29"22!
Nella conferenza stampa di presentazione del
meeting, il Gebre aveva preannunciato che sarebbe
andato all'attacco del suo primato mondiale
(26'22"75) perchè si sentiva in
ottima condizione; e fino a sette giri dal termine
era in perfetta tabella di marcia. Peccato che
anche stasera nessuno lo abbia potuto aiutare
nell'impresa, con il giovane keniano di turno
(N.Kemboy, 26'30"03) che gli si attacca
a rimorchio fino ai 200mt. finali, quando poi
prova ad infilarlo allo sprint. Ma il Gebre
è stufo di essere secondo, e reagisce
sfoderando uno sprint regale che gli permette
di vincere e di porre il suo sontuoso sigillo
sul "Memorial Van Damme".
Sempre
immenso anche l'altro fenomeno dell'anello rosso,
Hicham El Guerrouj, che doma ancora una
volta nei 1.500mt. l'astro nascente francese
Mehdi Baala, andando a siglare la miglior
prestazione mondiale stagionale: 3'28"40,
altro che cotto!!! Ma da applausi anche il magrebino
che con il tempo di 3'28"98 sigla il nuovo
primato francese, a soli 3 centesimi dal primato
europeo (3'28"95 dello spagnolo F.Cacho
siglato a Zurigo nel '97).
Da
segnalare anche il ritorno alla vittoria della
turca Sureya Ayhan nei 1.500mt., capace
di correre a ritmo di primato mondiale stagionale,
3'55"33, dopo la delusione del 2° posto
di Parigi (anche se lei stessa ha poi affermato
che la finale è coincisa col suo primo
giorno di ciclo mestruale, per cui non era al
meglio della condizione per fare meglio).
Grande
rientro nei 3.000mt. dell'algerino Saidi-Sief,
che tornava alle gare dopo due anni di squalifica
per doping. L'algerino ha sbaragliato da solo
il solito plotone di keniani guidato da Kipchoge
(il fresco campione del mondo dei 5.000mt.),
andando a vincere in 7'30"79 proprio su
Kipchoge (7'30"91).
Infine
negli 800m maschili, grande crono per il keniano
Wilfred Bungei che vince in 1'42"52
lasciandosi alle spalle Mulaudzi (1'42"89),
Sepeng (1'43"12) e il primatista del mondo
Kipketer (1'43"28).
Un
po' di delusione per gli azzurri in gara: nell'asta
Gibilisco si è fermato a quota
5,60mt. (sbagliando i tre tentativi a 5,80),
mentre nel triplo la Martinez è
arrivata terza con un salto a mt. 14,70 dietro
alla Lebedeva (15,14) e alla Aldama (15,00),
mentre nei 400m maschili 7° Barberi
in 46"36 nella gara vinta dal belga Van
Branteghem in 45"02.
Così
si chiude la Golden League 2003, anche se nel
prossimo weekend (13-14 Settembre) a Montecarlo
è prevista la vera e propria finale della
manifestazione. Un'edizione dove non si sono
visti primati del mondo abbattuti, anche se
in molte gare si è andati molto vicini
dal farlo. Ad ogni modo sono stati dei meeting
altamente spettacolari, anche se forse la formula
delle 6 prove andrà rivista, per non
scoraggiare gli atleti di vertice a disertare
gli altri appuntamenti una volta usciti dalla
corsa verso il jackpot (come purtroppo è
successo anche quest'anno).