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30/11/2003 - 3^ MILANO CITY MARATHON

VINCE BIRGEN, MAGINZALI FA IL RECORD.

3^ edizione della "Milano City Marathon" all'insegna del keniano della Cover John Birgen che, a due km. dal traguardo, produce l'allungo decisivo sui connazionali Tarus e Cheruyot, per andare a trionfare sotto il Duomo con l'ottimo crono di 2h09'08".

Questa in sintesi la cronaca di una Milano City Marathon che si rifà il trucco per ammaliare maggiormente i 5.512 runners che hanno giurato, ancora una volta, fedeltà a questa manifestazione che entra, a pieno titolo, tra le prime dieci dal ranking mondiale e tra le prime tre italiane del 2003 (dopo Roma e Venezia).

Nella foto:John Birgen

Alle 9,15 si parte dal vialone della Stazione Centrale, e la prima parte del tracciato risulta molto scorrevole e veloce, tanto che molti atleti pigiano sull'acceleratore, per poi pagare inevitabilmente dazio dal 35° km. in poi.

La gara maschile non ha storia, con la solita truppa di atleti keniani a prendere subito l'iniziativa. Il solo Danilo Goffi cerca di tenere alta la nostra bandiera, transitando alla mezza in 1h04'15 a circa 50" dai top runners. Il nervianese è molto motivato e il suo tecnico, il prof. Giorgio Rondelli, lo segue in bici snocciolandogli tutti i vari parziali che lo devono portare a girare sotto le 2h10'.

Nella foto: Marco Maginzali

Goffi corre regolare a 3'00"-03" al km. per 35 km.; poi si spegne la luce e si sente in un attimo svuotato di energia. E' questa la Signora Maratona: una gran bella donna ma anche una brutta bestia!!!

Ad ogni modo Danilo stringe i denti e alla fine riesce a conquistare una dignitosa 5^ piazza in 2h11'23" alle spalle del vincitore Birgen (2h09'08"), e poi di Tarus (2h09'24"), Cheruyot (2h11'07") e dell'etiope Tolosa (2h11'12"), preannunciando che riproverà a correre una 42km. in primavera, per cercare di scendere sotto le 2h10' e di strappare in extremis la convocazione azzurra per le olimpiadi.

Della nutrita pattuglia di varesini in gara (circa un centinaio dei quali ben 54 dell' Atletica San Marco, e una decina del Casorate), da segnalare il 55° posto assoluto di Giorgio Mori (A.R.C.) con il suo nuovo primato personale di 2h34'21", 75° Vincenzo Virgili (Atl. Arcisate) in 2h37'42", 106° Roberto Gorla (A.R.C.) in 2h41'08", 115° Luca Naldini (Atl. Arcisate) in 2h41'47" e 139° Alberto Pini (Aermacchi) in 2h43'54". In ambito giallonero da segnalare l'ottima performance del nostro Marco Maginzali che, con il tempo di 2h46'44", stabilisce la nuova miglior prestazione societaria assoluta migliorando il precedente limite (2h47'11" che lui stesso siglo' nel '99 a Tenero) di ben 27". Ottime le prove anche di Marco Bianchi (2h48'40" e all'esordio sulla distanza), Mario Panariello (2h50'23" con personale ritoccato di un minuto) e Adriano Caru' (2h53'15"). Bravi anche gli altri tre fratelli Panariello a concludere la dura ed estenuante prova, ovvero Antonio (3h01'56"), Domenico (3h27'22") e Roberto (3h29'43"), come pure per l'esordiente Luca Salmini (4h14'26").

In ambito femminile Anne Jelagat corre con regolarità sin dalle prime battute, anche se alla fine giunge al Duomo un po' appesantita. E' lei la Regina di Milano con il tempo di 2h29'23"! Alle sue spalle una ritrovata Rosalba Console, che conquista la piazza d'onore in 2h30'56" rimontando nel finale la messicana Angelica Sanchez (2h31'12"). Tra le varesine in gara da segnalare il 51° posto di Nadia Bruzzese (Marathon Max) in 3h23'54" e il 63° di Giovanna Mara (Atl. San Marco) in 3h28'41". Buona anche la prova della compagna di squadra Laura Silvestrini (3h46'01") che precede la nostra master inossidabile Ersilia Isotta (3h52'38").

In conclusione alcune riflessioni su questa Milano Marathon: innanzi tutto rivolgo l'invito agli organizzatori di non modificare il tracciato per il prossimo anno, visto che sarebbe la quinta volta che lo farebbero su cinque edizioni, minando la pazienza e, credo, la regolarità dei risultati raggiunti dagli atleti. Non capisco perchè a Venezia è da 18 anni che propongono lo stesso identico percorso, mentre a Milano ogni edizione ha la sua storia! Giudico invece positivo il fatto di concludere in Piazza Duomo, forse poco congeniale a livello logistico, ma nel cuore della città e davanti al suo simbolo.

Da rivedere il discorso del blocco strade: non ho mai visto così tante bici sul percorso, sembrava di stare a Pechino, e con tanto di famigliole in mezzo alla carreggiata a pascolare con i figli al seguito. Bisognerebbe transennare maggiormente il centro città e non solo da Piazza San Babila all'arrivo. Ho anche letto su alcuni siti che, in zona arrivo, l'acqua delle docce era gelata (forse volevano far riprendere più alla svelta gli sventurati atleti!). Ad ogni modo è importante che Milano abbia la sua grande maratona, per tutto il movimento e per la gente della stessa città, che può finalmente uscire a respirare una boccata di aria sana e di sport.

articolo inserito Domenica 30 novembre 2003