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31/12/2005
- BOLZANO - 31^ BOCLASSIC
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RITORNANO
A DOMINARE GLI AFRICANI
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Come da 31 anni a questa parte,
nel pomeriggio dell'ultimo dell'anno a Bolzano
si svolge una corrida di San Silvestro per le
strade centrali della città, una gara
internazionale nota con il nome di "BoClassic"
e che da cinque anni è dominata da un
omone bianco dai capelli biondi che lo scambieresti
per un altoatesino ma che invece proviene da
più su, da Kiev: il suo nome è
Sergiy Lebid.
Lo
Zar ucraino, si presenta nella maestosa Piazza
Walther per cercare di centrare la sua sesta
affermazione in questa prova che, nel prestigioso
albo d'oro, contempla solo due nomi di atleti
italiani: Alberto Cova (nel 1985) e Salvatore
Antibo (1988).
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Nella
foto: Sergiy Lebid
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Il
portacolori della Cover-Mapei è il beniamino
del pubblico locale, che negli anni ha sfidato
il freddo e le intemperie per dedicargli un
lungo applauso; e questo Sergiy lo ha capito,
al punto che considera tale prova come uno dei
suoi appuntamenti più importanti della
stagione.
La
gara, di km. 10.050 ricavati sul classico circuito
cittadino di 1250mt. da ripetere 8 volte, parte
alle 15,30 con 1°C di temperatura. Nutrito
il cast dei top runners, come sempre imbastito
da Gianni De Madonna (il guru dei manager sportivi
italiani ed europei), tra i quali spiccano due
nomi su tutti: quello dell'etipoe Abebe Dinkessa
Gene (21enne cresciuto nell'ombra di Bekele
e che vanta un best time nei 10mila di 26'30")
ed il keniano John Korir, mentre a tenere
alto l'onore italico, dopo il forfait annunciato
alla vigilia dell'olimpionico Stefano Baldini
(per un'infiammazione al tendine d'achille),
ci penseranno Gabriele De Nard e Daniele Caimmi
(Fiamme Gialle), Maurizio Leone (Carabinieri)
e Giuliano Battocletti, quest'ultimo al congedo
con la maglia della Cover-Mapei (per voce del
cronista Rai Franco Bragagna, nel 2006 il trentino
vestirà la storica maglia della Pro Patria
Milano, sodalizio in passato di Cova e Panetta
e che ha deciso di tornare alla grande nello
scenario dell'atletica italiana ed internazionale).
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La prima parte di gara vede Gabriele De Nard
a fungere da battistrada del gruppo composto
dai vari pretendenti alla vittoria; i primi
tre giri scivolano via regolari sul piede di
3'43"-42", con Zar Lebid a seguire
sornione imboscato nel gruppo.
Poi,
all'inizio del quarto giro è Dinkessa
che esce allo scoperto con un attacco secco,
che lo porta a concludere il giro in 3'23",
e a sgranare il gruppo dei migliori. Lebid,
nella sua azione parso oggi più legnoso
del solito, perde subito contatto, mentre John
Korir prova a rientrare.
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Nella
foto: Gabriele De Nard
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Ma
Dinkessa è incontenibile, volando leggero
come una rondine per i viali asburgici con il
suo numero 4 incollato al petto, lasciando il
vuoto dietro a sè senza forzare più
di tanto (3'31"-3'35" gli altri parziali
dei giri), facendo così sua la BoClassic
in 28'39", interrompendo così l'egemonia
di vittorie europee che durava da cinque anni.
Alle
sue spalle concludono Korir (28'49") e
l'affranto Lebid (29'06", che poi dirà
di aver sofferto un colpo di freddo allo stomaco
a metà gara...), e poi nell'ordine Goumri
(Mar, 29'13"), Busienei (Ken, 29'14")
ed il primo degli italiani Gabriele De Nard
(7° in 29'16") che precede un sempre
più tonico Daniele Caimmi (29'21")
che batte in volata Vasil Matviychuck (Cover
Mapei, 29'22").
La
gara femminile (km. 5 per 4 tornate del circuito)
ha poco da raccontare, con la medaglia d'argento
olimpica nei 5mila, la keniana Isabella Ochichi,
che nel primo giro lascia sfogare le rivali;
poi, una volta che il suo motore è ben
riscaldato (infatti è giunta a Bolzano
pochi istanti prima del via, atterrando all'aeroporto
della Malpensa, provenienza kenia, in mattinata
alle ore 9,00!) ha salutato le rivali con garbo,
senza strappare ma correndo in progressione,
foderata nella sua calzamaglia e manica lunga
(con tanto di guantoni felpati e fascia termica
sulle tempie), al punto da scambiarla per una
tapasciona mentre svolge il lungo lento in progressione
ai canali...
Alla
fine conclude in 15'53", alla media di
3'10" al km., divenendo così la
nuova Regina di Bolzano, lasciandosi alle spalle
la caparbia ungherese Aniko Kalovics (Cover,
16'03"), la grintosa inglese Joanne Pavey
(16'10") ed una spenta Susan Kepkemey (ken,
16'12") che precede le due azzurre Silvia
Weissteiner (16'16") e Renate Runnger (16'19").
Che
altro aggiungere... Buon anno di cuore a tutti!
articolo
inserito Sabato 31 Dicembre 2005
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