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17/04/2005 - FLORA LONDON MARATHON

GRANDE RADCLIFFE , QUINTO BALDINI

Nella più tecnica delle maratone internazionali, la "Flora London Marathon", un clima sereno e più caldo del previsto ha accompagnato oltre 35mila atleti per tutta la gara.

Al via i migliori specialisti del globo, pagati profumatamente per tentare l'assalto al primato mondiale di sua maestà Paul Tergat (2h04'55" a Berlino 2003).

Nella foto: la partenza del 2004

Contrariamente alle attese, i top runners non hanno dato vita ad un avvio su ritmi folli, probabilmente tutti preoccupati dalla possibilità di favorire in qualche modo gli avversari. Il passaggio alla mezza però, in 1h03'22", lasciava immaginare ad un crono finale sotto la barriera delle 2h06'. Lo stesso Baldini, che seguiva nel secondo gruppetto, alla mezza in 1h03'57", coltivava però ancora l'ambizione del record italiano (2h07'29") che lui stesso siglò su queste strade nel 2003.

Nella seconda frazione, però, si assisteva ad un crollo generale dei migliori specialisti, con Paul Tergat che finisce la sua corsa praticamente sulle ginocchia ad un passo di gara superiore ai 4 minuti al km. La gara si decide a 5km. dal traguardo, quando il keniano Martin Lel produce l'attacco vincente sui rivali che lo porterà a concludere in 2h07'26". Alle sue spalle il marocchino Gharib (2h07'49"), il sudafricano Raamala (2h08'39"), 4° il marocchino El Mouaziz (2h09'03") e quinto il nostro Stefano Baldini (in 2h09'24") autore di un bel finale in rimonta, trascinando con sé anche l'idolo di casa, Jonathan Brown (sesto in 2h09'31").

Queste le prime dichiarazioni, nel dopo gara, del campione olimpico:

E' stata una gara difficile, questo credo sia chiaro. Il tempo finale non è da buttar via, perché 2h09'24" non è male, anche se tutti sanno che speravo di fare meglio. Ma le sensazioni in corsa non sono state un gran che, anzi... Sono andato subito in difficoltà, non riuscivo a seguire il ritmo dei primi, malgrado fosse abbastanza abbordabile, e allora ho preferito rimanere leggermente staccato.

Nella foto: Stefano Baldini

Dopo il passaggio a metà, ci si sono messi anche i crampi, e tra il ventesimo e il venticinquesimo chilometro ho seriamente pensato di abbandonare. Sì, volevo fermarmi. Ero proprio sulla via dell'albergo.

Invece ho stretto i denti, ho resistito alla tentazione di mollare. Ho proseguito con il britannico Brown e il giapponese Suwa, ritrovando le energie nella parte conclusiva. Alla fine, credo di aver fatto la scelta giusta. Anche la classifica non è male, il quinto posto non va disprezzato, con questa partecipazione.

E' stata una maratona strana, corsa molto a strappi. Il leggero vento che ci ha accompagnato ha spirato sempre in senso contrario, e questo può aver giocato la sua parte. Ma non penso basti da solo a spiegare tutto, anche il fatto, per esempio, che gente come Tergat, Korir e Rutto abbiano finito praticamente camminando... Li ho superati intorno al 40esimo chilometro, e sono finiti a oltre due minuti. Da non credere!

Al riguardo della mia prova non so che dire, credevo di aver fatto tutto il necessario. Pensavo di stare bene, non sui livelli di Atene, certo, ma non troppo lontano. Bisognerà probabilmente cercare di migliorare la qualità del lavoro svolto. Non la quantità, che mi sembra quella giusta.

In campo femminile si è rivista la Paula Radcliffe dei giorni migliori, partendo già decisa sin dalle prime battute, alla caccia di un grande crono.

Alla fine la britannica conclude in 2h17'42" che rappresenta la terza miglior prestazione mondiale di sempre (ricordando che il record di 2h15'25" appartiene a lei stessa, e così pure il secondo nella foto), e la prima in assoluto senza "lepri" (infatti la gara femminile è partita mezz'ora prima di quella maschile).

"Chi mi dava per finita è stata servita!", avrà pensato nel dopo gara la biondina di Newcastle, e che per preparare al meglio la gara londinese, negli ultimi tre mesi di allenamenti si è sciroppata la bellezza di 220 km. a settimana!

Ma ora tanta fatica viene premiata dal crono odierno e che le permette di staccare un assegno di un milione di sterline dal libretto degli organizzatori!

Nella foto: Paula Radcliffe

Alle sue spalle piazza d'onore per la caparbia romena Costantina Dita (2h22'50"), mentre sale sul gradino più basso del podio la keniana Susan Chepkemei (in 2h24'00").

Invece a Torino andava in scena la 15^ Turin Marathon, caratterizzata da un freddo pungente e da una pioggia incessante che metteva a dura prova la tempra e i muscoli degli atleti. In ambito maschile si è imposto il carabiniere di Nerviano Danilo Goffi (in 2h11'12") che ha prodotto l'azione decisiva al km. 37, quando ha allungato decisamente sui rivali, con il solo compagno di scuderia Francesco Bennici a resistergli, e che alla fine coglierà la piazza d'onore in 2h11'15" alla sua prima esperienza sulla lunga distanza e a 34 anni, con terzo posto per il keniano Makori in 2h11'39".

In campo femminile la vittoria è andata alla keniana Omwanza, in 2h30'40", precedendo la russa Biktimirova (2h31'39") e la keniana della Cover-Mapei Rita Jeptoo (2h31'50"), con quarta piazza per la marchigiana Marcella Mancini in 2h33'16" che realizza il suo nuovo primato personale e ora ad un passo dalla convocazione azzurra per i mondiali di Helsinky di Agosto 2005.

articolo inserito Domenica 17 Aprile 2005