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06/11/2005
- 36^ NEW YORK CITY MARATHON
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TERGAT
E PROKOPCUCA I NUOVI RE DI N.Y.
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Nella più carismatica
delle maratone internazionali, la "Ing
New York City Marathon", un
clima molto umido in una giornata soleggiata
ha accompagnato oltre 36mila atleti per le suggestive
strade della Grande Mela.
La
gara dei top runners maschili è scivolata
via regolare fino alla rampa discendente del
Queensboro Bridge, quando Raamala (il
sudafricano che l'anno scorso s'impose da queste
parti) ha provato un forcing snervante per liberarsi
dei rivali che formavano il nutrito gruppo dei
battistrada (tra i quali il carabiniere Alberico
Di Cecco, che in pratica con un allungo ha dato
il via all'azione); così all'ingresso
della lunghissima First Avenue, rimanevano al
comando in quattro: Raamala, i keniani Robert
Cheruyiot e Paul Tergat e l'americano Keflezighi
(argento olimpico ad Atene '04 alle spalle di
Baldini).
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Dopo
l'ennesimo tira e molla di Raamala, all'ingresso
in Central Park rimanevano in due: lui e il
primatista mondiale di specialità Paul
Tergat, pronti a giocarsi la vittoria in
un finale avvincente! Alla fine la spunta l'ex
imperatore del cross (in 2h 09'30") che
forse, correndo più da maratoneta (cioè
dosando meglio le energie lungo i 42km.), riesce
ad avere più benzina in corpo per aggiudicarsi
la vittoria nel lunghissimo e concitato sprint
finale.
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Onore
a Raamala (2h09'31") per aver cercato la
vittoria fino all'ultimo metro, cadendo esanime
al suolo dopo la linea del traguardo, facendo
capire di aver dato proprio tutto pur di confermarsi
Re di N.Y., la Città dalle Luci Scintillanti,
come amabilmente la definisce Bono degli U2
in una delle sue più gettonate canzoni
Terzo
posto per il mai domo Keflezighi (2h09'56"),
mentre il nostro Di Cecco conclude al
sesto posto in 2h11'34", migliorando di
sette secondi il suo crono 2003 ottenuto su
queste strade.
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Nella
foto: l'arrivo dei due protagonisti
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Questo
il suo commento nel dopo gara: "Avevo
allungato sulle prime rampe del ponte perché
eravamo passati un po' lenti alla mezza (1h05'04")
e mi aspettavo un attacco sulla discesa del
Queensboro. E io in discesa ho sempre difficoltà..
Poi al 35° km. ho avvertito un dolore al
fegato. Mi sono quasi dovuto fermare, poi però
per fortuna il dolore se ne è andato
e ho ritrovato fiducia rimontando nel finale
tre posizioni
"
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La
gara feminile è stata vinta dalla sorprendente
lettone Jelena Prokopcuka (in 2h24'41")
che dentro Central Park piantava in asso la
favorita keniana Susan Chepkemei (2^ in 2h24'55"),
andata in crisi dopo aver vomitato l'anima in
diretta tv.
Bella
prova dell'azzurra Bruna Genovese, al traguardo
quinta in 2h27'15", dopo aver corso nel
gruppo delle migliori fino al 30° km.:"Ho
resistito fin che ho potuto al ritmo infernale
delle rivali, poi mi sono staccata ma non ho
mai mollato anche quando sono scivolata in nona
posizione; poi dentro Central Park ne ho raggiunte
tre e negli ultimi 200m ho superato anche la
Petrova
".
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Nella
foto: Paula Radcliffe
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Delle
star italiane in gara, mescolate tra i 36mila
atleti classificati, da segnalare le prestazioni
del re degli abissi Gianluca Genoni (3h32'57"),
del direttore di Radio Deejai Linus (4h03'19"),
del cantante Gianni Morandi (4h10'14")
e dell'ex cestista azzurro Renato Villalta (4h16'44"),
mentre degli 81 varesini al traguardo
la palma del migliore spetta ad Alberto Brusa
dell'ARC Busto A., il quale ha concluso al 303°
posto assoluto in 2h46'21" precedendo Alberto
Pini (Cral Aermacchi, 329° in 2h51'48");
da segnalare anche le prove degli amici della
San Marco Beniamino Cataldo (816° in 3h05'46"),
Franco Forte (3h15'12"), Luciano Frasson
(3h23'08"), Amos Magistri (3h43'01")
e Barbara Bozzato (4h05'38"); oltre a loro,
bravissima anche Laura Miglierini dell'Atletica
Verbano che è riuscita a portarla a termine
in 4h32'19".
articolo
inserito Lunedì 7 Novembre 2005 (ore
19,00)
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