Si
parte come sempre da Strà, cittadina
alle porte di Padova, alle 9,20 con davanti
il solito stuolo di atleti africani a tallonare
una lepre d'eccezione, Giuliano Battocletti,
venuto da queste parti per effettuare un test
di 25km. in vista del suo imminente impegno
alla maratona di New York.
Così
il portacolori della Cover-Mapei pilota il gruppo
dei top runners sul piede dei 3' al km. fino
al km. 25 (con passaggio alla mezza in 1h04'21"),
per poi fermarsi e lasciare strada al gruppetto
di cinque atleti composto dal compagno di squadra
Paul Lokira (vincitore nell'aprile scorso a
Padova), dai keniani Samson Cheboswoni e Mubarak
Hassan Shami (ora con passaporto del Qatar),
e dal siciliano delle Fiamme Gialle Francesco
Ingargiola.
Di
questi è proprio Shami, allievo
e pupillo del prof. Canova (tanto che il tecnico
piemontese, in conferenza stampa, lo addita
come il futuro Campione Olimpico e primastista
mondiale della specialità...) che, al
38° km., al termine del tanto temuto Ponte
della Libertà, piazza l'allungo vincente
che lo porta a diventare il nuovo Doge di Venezia
in 2h09'22".
Shami
non è uno sconosciuto: infatti lo abbiamo
incontrato al mondiale di mezza ad Edmonton
di inizio mese, che mentre alzava le braccia
in segno di vittoria, si fece infilare dal "succhiaruote"
tanzaniano Joseph Fabiano, sfilandogli così
la maglia iridata. Un'onta che gli ha lasciato
tanta amarezza in bocca e che l'ha portato sulle
rive del Brenta con il dente avvelenato, restando
coperto per buona parte di gara. A dire il vero
l'avvisaglia che il talentuoso africano stesse
davvero bene, la si era avuta in poco dopo la
mezza, quando si è fermato per un bisogno
fisiologico, e nel giro di un paio di km. è
riuscito a recuperare 25sec. che i battistrada
nel frattempo gli avevano dato
Nato
il 1° Dicembre 1980 in un villaggio Kalenjin
del kenia, Shami (ex Richard Yatich, e dal marzo
scorso cittadino del Qatar) è cresciuto
in una famiglia poverissima con otto fratelli,
tanto che per andare a scuola ogni mattina,
si sobbarcava la bellezza di 25km. a piedi (dalla
casa di suo zio alla scuola), e nei weekend
ben 75km. per tornare alla casa dei genitori.Così
ha costruito il suo motore che vanta un dispendio
di energia in corsa pari a zero. L'unico neo,
spiega Canova, è che ha una fragilità
ossea e muscolare che gli consente di correre
solo poche gare all'anno, anche se, alla fine
di questa stagione, ora può vantare le
vittorie nelle maratone di Vienna (in 2h12'20")
e di Venezia!
Alle
sue spalle conclude Paul Lokira (in 2h10'18")
che precede uno scatenato Ingargiola (2h10'25")
che ora si riprende una parziale rivincita sugli
ultimi cinque anni costellati di alti e bassi
e che l'hanno portato al divorzio con coach
Magnani. Questo il suo commento nel dopo gara:"A
32 anni ho pensato che era arrivato il momento
di allenarmi da solo e ho avuto ragione. Ho
lavorato soprattutto sui ritmi veloci e questo
ha significato la mia rinascita agonistica"
Ora invoca una maglia azzurra per gli europei
di Goteborg dell'agosto 2006, e poi chissà
che non spiani la strada verso Pechino 2008