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ESSERE UN IRONMAN di Adriano Caru'
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Innanzitutto
credo che essere un ironman ti riempia di orgoglio,
essere un ironman all'isola d'Elba ancora di
piu' perche' e' uno dei piu' duri al mondo.
Ho anticipato solo di 5 anni questa esperienza,
avevo previsto per i miei 50 anni il primo ironman,
ma la spinta dei miei soci di avventura e' stata
tale che non potevo rifiutare l'opportunita'
di condividere sofferenze ed allenamenti con
altri matterelli.
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Visto
che sono in un sito di atletica e visto che
ne sono uno dei protagonisti, mi piace rimarcare
il fatto che solo 5 anni fa esordivo nel primo
sprint (nuoto 750metri) e che per me era gia'
un successone; e visto che quando si parla di
traithlon in ambiente podismo la prima affermazione
che esce immediatamente (anch"Io la feci
anni fa!!) e' MA IL NUOTO?? Ragazzi qui parla
uno che a 32 anni non sapeva nemmeno stare a
galla, ricordo che ho fatto 1,5 anni di corso
in vasca piccola (acqua al ginocchio) umilmente
a superare la diffidenza estrema con l'acqua.
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Nella
foto: Adriano Caru'
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Ora
son qui a raccontare del mio primo Ironman con
il nuoto fatto in mare per di piu' mosso!! Questo
per dire che basta fare un corso di nuoto eppoi
provare uno sprint, e dopo automaticamente entri
in un tunnel di euforia e non ne esci piu'.
L'ambiente, e' tranquillo familiare e rassicurante,
non c'e' stress alle partenze come nella corsa
dove devi sempre essere davanti. Provare per
credere, chiunque voglia parlarne sa dove trovarmi.
Sotto un po' di cronaca delle giornate che non
dimentichero' per un bel pezzo.
Nei
giorni precedenti si nota con piacere che le
acque del Golfo di Marina di Campo sono placide
e si spera siano in queste condizioni di lì
a due giorni perchè le previsioni meteo
seguite in rete per diversi giorni preannunciavano
la presenza di mare mosso.
Facciamo il giro in bici il venerdi' mattina,
alla fine ci diciamo: panorama stupendo ma giro
duro, pero' ci tranquillizza l'averlo fatto
perche' le descrizioni sentite ci avevano spaventato.
Il briefing del pomeriggio ci fa entrare in
atmosfera pre-gara ma senza affanni.
Il sabato mattina proviamo il giro a piedi,
non bellissimo e non piattissimo pero' ci consola
il fatto che domenica sara' pieno di gente.
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Elbaman
inizia praticamente con la consegna di bike-casco
e numero in zona cambio entro le 18:30, occasione
per dare una sbirciata ai cavalli da corsa che
sono parcheggiati in bella mostra, e ci sono dei
destrieri veramente belli. fatto tutto ci apprestiamo
alla cena pregiorno gara e decidiamo di uscire
e non cucinare nel residence.
E
giunge l'ora di coricarsi con l'idea di svegliarsi
intorno alle 5:30 per la colazione, driiiinnn
e mannaggia il vento soffia già dalle
prime ore del mattino e in zona cambio circolano
voci poco rassicuranti riguardanti lo stato
del mare il quale viene dato per mosso cosa
che personalmente mi manda in sbattimento e
mi preoccupa .
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Giunti
sulla spiaggia ci s'interroga l'un l'altro alle
prime luci cercando di scorgere le boe del percorso
swim cambiato all'ultimo istante, quasi impossibile
vedere quelle lontane. Pammm il fatidico colpo
di pistola arriva 2-3 minuti dopo le 7:00 e
camminiamo o corriamo nelle acque basse fino
a che si riesce a nuotare (gia' noi da soli
creiamo una bella serie di onde) appena usciti
al largo le onde facevano sentire la loro fastidiosa
presenza ed i prodi triatleti come il sottoscritto,
ossia scarsi nuotatori ,dovevano subire questo
saliscendi che procurava un accentuato senso
di nausea che al secondo giro presentera' il
conto!
Esco
bello suonato al primo giro e sento urlare a
squarciagola il mio nome da un quintetto di
donzelle scatenate organizzate da Alessia, uauh
ma tanto son suonato e Oh my God devo rifarne
un altro! Testa bassa (per modo di dire) e .......
nuotare caro. Subito sto' male la prima volta
e credo rimetto la colazione, poi succedera'
ancora 2 volte e ci vuole tutta la mia testa
per tirare avanti!! Con grande fatica riesco
ad uscire seppur nauseato e mi dirigo molto
tranquillamente verso la zona cambio camminando
con accortezza sul porfido evitando spiacevoli
cadute.
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Mi
cambio con mooolta calma, forse troppa e salito
in bici cerco di riprendermi dallo stato di torpore
ma prima dell'ascesa verso Sant'Ilario ecco altro
problema la panza spinge e non voglio fermarmi
(sbagliando) cosi' sara' per i 180 km che quindi
non vengono assoluatmente bene!! . La salita piu'
dura (circa 2,5 km) e' mitigata dal panorama mozzafiato
della scogliera almeno per i primi 2 giri.
Incrocio
nella discesa da Sant'Ilario gli altri e li
vedo belli pimpanti, li incrocero' ancora nei
giri successivi e le cose per qualcuno cambieranno.
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L'inizio del terzo giro e' un continuo dirsi
adesso mi fermo, ma so che i miei soci arriverebbero
sui gomiti quindi proseguo anch"Io eliminando
questo pensiero e passeggiando....
La lunga discesa di Marciana ha un inizio non
facile per via del manto stradale pessimo, quiindi
alla fine non ti rilassi mai un momento, comunque
alla fine arrivo in zona cambio con il pensiero
fisso del bagno.
E finalmente le cose cambiano, anche se ci messo
una vita ad uscire dalla tenda-cambio, infatti
le cinque scatenate si chiedono dove posso esser
finito, mi sento meglio.
Parto
con un ritmo non aggressivo ma sicuramente migliore
di molti che mi precedono e giro dopo giro inizio
a recuperare posizioni su posizioni, le gambe
girano e mi chiedono quando smetteranno di farlo,
conto i giri ed ogni braccialetto e' un sollievo,
quando inforco l'ultimo ormai al buio mi dico
ormai e' fatta, aumento pure il ritmo quando
passo di fianco ai tifosi ed ora l'obbiettivo
e' Lorena che non e' distantissima, pero' anche
Lei va come un treno (alla fine maratona in
3h41) e gli arrivo a 5 minuti con uno strepitoso
3h25'05" 15esimo tempo in maratona, Arrivo
in piena spinta a raccogliere la medaglia e
non ci credo.
Continuero'
a non crederci per 2 giorni, poi piano piano
la consapevolezza di essere un ironman, e di
averlo fato in uno considerato tra i piu' complessi
al mondo si fa strada ed il pensiero va alle
prossime avventure estreme.
Tutto e' stato possibile perche' ci siamo trovati
ad essere un gruppo di persone incredibilmente
motivate e serene, abbiamo affrontato la cosa
senza tensioni particolari e allla fine ci troviamo
piu' amici di quando abbiamo inziiato la preparazione,
abbiamo ascoltato le esperienze dei compagni
di squadra piu' bravi ed esperti e ne abbiamo
tratto una nostra linea guida.
Abbiamo portato la provincia di Varese con 5
nomi al primo campionato italiano distanza Ironman
e alla ribalta in campo nazionale sulla distanza.
Grazie a tutti coloro che si son fatti sentire
con uno o con l'altro, prima e dopo la gara.
Adriano
Caru'
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