San Donato Milanese (Mi), 5 Settembre 2020 (fonte gazzetta.it) - Impresa sfiorata: Yeman Crippa, al centro sportivo Enrico Mattei di San Donato, alle porte di Milano, manca di 12/100 il record italiano del miglio. Il trentino corre in 3’52”08; Genny Di Napoli, sulla stessa gloriosa pista - la sua pista - il 30 maggio 1992, nell’ambito di una Coppa Campioni per club femminile che vide la partecipazione di Marie-José Perec, fece fermare il cronometro su 3’51”96.

 

L’impianto di San Donato riapre i battenti per l'occasione dopo tre anni di lavori di ristrutturazione e la festa, nonostante il primato mancato, riesce lo stesso. C’è entusiasmo, c’è la gente “appesa” all’esterno della ringhiera che delimita il campo (chiuso per le misure anti Covid-19), ci sono i buoni sapori delle cose fatte in casa e 27 serie di solo miglio, per oltre trecento partecipanti e cinque ore di gare (QUI trovate tutti i risultati). Merito di quelli dell’Atletica Ambrosiana (che celebrano l’edizione n. 30 della loro rassegna su prove di 1609,34 metri) e del Don Kenya Run, organizzatori della giornata, con lo stesso Di Napoli anima e testimonial. L’illuminazione è quella che è (scarsa), si poteva forse pensare a un sottofondo musicale. Ma l’esame, nel complesso, è superato a pieni voti. Soprattutto considerando il periodo, così particolare, in cui viene sostenuto.

 Genny Di Napoli, che mercoledì celebrerà il trentennale del record tricolore sui 1500, 28 anni fa, guidato dai tanzaniani Metta e Sambu, tolse il primato a Vittorio Fontanella che, 11 prima, a Zurigo, corse in 3’52”31. Genny passò in 56” ai 400, 1’55” agli 800, 2’25” ai 1000 e 2’54” ai 1200. Yeman sfrutta il lavoro di Lorenzo Pilati prima e del polacco Adam Czerwinsk dopo. E transita ufficiosamente in 57”6 ai 400, 1’54”7 agli 800m 2’23”5 ai 1000 e 2’53”1 ai 1200. È ben pilotato fino ai 1100. Poi si trova (troppo presto) in testa. E, malgrado il gran coraggio, perde record e gara negli ultimi 200 metri. A batterlo è il 23enne australiano Matt Ramsden, campione oceanico dei 1500 che, con 3’51”23 e una bella progressione finale, centra la miglior prestazione mondiale dell’anno. Terzo è l’altro aussie Ryan Gregson (3’52”38), nono nei 1500 dell’Olimpiade di Rio 2016. Poi Osama Zoghlami (3’56”87), Joao Bussotti (3’57”54), Pietro Riva (3’57”90) e Pietro Arese (3’59”56). Mentre tra le donne, poco prima, si era affermata Giulia Aprile (4’36”44) davanti a Micol Majori (4’39”42) e a Martina Tozzi (4’40”96).

Crippa, delusione del momento a parte, può essere felice: sulla strada che martedì lo porterà al 59° Golden Spike di Ostrava a caccia del limite tricolore di Totò Antibo nei 5000 metri, c’è la conferma che la condizione è quella giusta: “Ora - ammette - sono ancora più carico. Peccato per il record sfiorato, ma Genny valeva più di quel tempo: pensa se avesse trovato la gara giusta... Io, intanto, ringrazio l’organizzazione. Mi è parsa una riuscitissima serata”. “Yeman - replica Di Napoli - ha più volte dimostrato di che pasta sia fatto: ha una bella testa, la giusta cattiveria agonistica e un allenatore come Massimo Pegoretti, una garanzia come lo era per me Claudio Valisa. Se continuerà ad avere la giusta fame, arriverà lontano”. Lo conferma il d.t. Antonio La Torre, a bordo pista: «L’ho detto e lo ribadisco - sorride -: Yeman è uno dei nuovi leader di tutta l’atletica italiana. Sa assumersi le proprie responsabilità e ha cambiato mentalità. Su di lui possiamo scommettere”.

Nella seconda serie maschile, il miglior tempo è per Ala Zoghlami (Fiamme Oro) che prevale con 4:01.54 su Leonardo Feletto (Atl. Mogliano, 4:02.75), ma c’è da segnalare anche il record del mondo master M45 di Davide Raineri (San Rocchino): era già suo, e stasera lo abbassa a 4:10.30. In chiave lombarda 4:05.78 di Sebastiano Parolini (GA Vertovese) e 4:07.08 per Giovanni Filippi (US Rogno).

LA GARA FEMMINILE - Tra le donne, il successo non sfugge a Giulia Aprile: primo posto con 4:36.44 per la siciliana quattro volte campionessa italiana dei 1500 tra indoor e outdoor. La 24enne dell’Esercito, dopo passaggi da 1:07 ai 400 e 2:16 agli 800, precede Micol Majori (Pro Sesto Atl.) che chiude in 4:39.42 e Martina Tozzi (Fiamme Gialle) in 4:40.96: Ludovica Cavalli (Bracco) è quarta con 4:43.32, Silvia Oggioni (Pro Sesto) quinta con 4:45.36 e Gaia Colli (Atl. Valle Brembana) ottava in  4:51.03. “Vengo da due stagioni condizionate dagli infortuni e riparto da qui”, le parole della vincitrice, in una gara che era stata scandita da Sophia Favalli come pacemaker nella prima fase e poi indirizzata dall’assolo di Aprile nell’ultimo giro.

LE GARE DEL POMERIGGIO – Molto frequentate le prove sul miglio pomeridiane, nella prima tappa del circuito del Club del Miglio (le successive a Lonato/BS il 3 ottobre e a Pioltello/MI il 10 ottobre). La gara maschile Assoluta e Master raccoglie ben 11 serie e 121 partenti complessivi: il miglior crono è di un ex azzurro specialista dei 3000 siepi, Francois Marzetta di Besozzo (oggi in maglia DK Runners Milano), che stacca il tempo di 4:17.52 e supera nella stessa serie un trio del CUS Pro Patria Milano composto da Aymen Ayachi (4:18.54), Ibrahim Jammeh (4:19.71) e Matteo Geninazza (4:20.01). La migliore nelle quattro serie femminili è la bresciana del CS Esercito Giulia Zanne, che corre in 4:58.91 precedendo l’under 23 Laura Pellicoro (Bracco) con 5:02.50, Giovanna Selva (Sport Project Vco) con 5:02.66 e Nicole Acerboni (Bracco) con 5:04.07.  Chiudiamo con i Cadetti sui 1000 metri: nella gara maschile gran duello tra Manuel Zanini (Atl. Gavirate) e Jacopo Risi (OSA Saronno Libertas) con il primo che prevale 2:42.06 a 2:44.10; altro testa a testa in campo femminile: prima Sofia Camagna (portacolori della Studentesca San Donato, che ha collaborato con il proprio staff nell’organizzazione della manifestazione) in 3:06.82, seconda Silvia Marangoni (NA Arconate) in 3:07.25.

Invece Domenica 6/9 bel ritorno in gara per Eyob Faniel. A Lens, nel nord della Francia, l’azzurro vince nettamente in una corsa su strada di 10 chilometri con il tempo di 28:12, sfiorando il record italiano sulla distanza. Il 27enne delle Fiamme Oro arriva ad appena quattro secondi dal limite di 28:08 ottenuto in questa stagione da Daniele Meucci, a Valencia il 12 gennaio. Per Faniel era il rientro agonistico a più di sei mesi dall’ultima competizione, il 23 febbraio a Siviglia, dove ha stabilito il primato nazionale di maratona con 2h07:19 togliendolo all’olimpionico Stefano Baldini.

Una prova quasi tutta in solitaria per il vicentino allenato da Ruggero Pertile, con il cronometro come unico vero riferimento sui 10 km all’interno dell’evento La Route du Louvre. Davanti per dettare il ritmo fin dall’inizio, in una corsa senza pacemaker designati e con partenze scaglionate, a piccoli gruppi, indossando la mascherina in fase di avvio. Si trova già in testa al terzo chilometro, staccando il gruppo degli avversari, e il tempo ufficioso al quinto è di 14:20 prima di una seconda parte meno impegnativa, ma con l’arrivo in leggera salita. Al traguardo c’è comunque il record personale, migliorando di nove secondi il 28:21 con cui aveva vinto la BOclassic di Bolzano nel giorno di San Silvestro, alla fine dell’anno scorso. Oltre un minuto il vantaggio sul transalpino Yann Schrub (29:26), terzo il connazionale Mickael Gras (29:43). Tra le donne successo della keniana Susan Kipsang Jeptoo (32:47) nei confronti di Sofiia Yaremchuk (Acsi Italia Atletica, 32:53), ucraina che vive a Roma, e di Julie Sylvain (35:42).

“Sono comunque felice - racconta Faniel - di essere tornato in gara dopo tanto tempo. Bello ripartire, ancora più bello con un buon risultato come questo. Non vedevo l’ora e quasi mi ero dimenticato le sensazioni, così intense, che si provano solo quando si indossa il pettorale e cresce l’adrenalina. Ho cercato di partire subito forte, perché sapevo di star bene. Però il tracciato nella prima metà era piuttosto impegnativo, con diversi saliscendi, e quando ho visto il crono intermedio non pensavo al record, ma solo a correre tranquillo. Poi invece nel percorso c’erano tratti pianeggianti e altri in lieve discesa. Allora mi sono detto che potevo provarci e sono riuscito a spingere fino alla fine, anche se non è bastato. Ho mancato di poco il record, ma va bene lo stesso e ritenterò la prossima volta”. Tra pochi giorni, sabato 12 settembre, è atteso di nuovo al via sui 10 km a Monza, nell’ambito della Ganten Monza21, con l’obiettivo sui Mondiali di mezza maratona previsti il 17 ottobre a Gdynia, in Polonia.