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L'INTERVISTA DEL MESE: FABIO CALDIROLI

L'intervista del mese che vi sto' per proporre riguarda un atleta che ha scritto delle pagine importanti nella storia dell'atletica provinciale, indossando la maglia azzurra nei cross e stabilendo alcuni dei primati provinciali tuttora imbattuti sia nelle categorie giovanili, sia su strada tra i senior: sto' parlando di Fabio Caldiroli.

Classe 1969, laureato in giurisprudenza e residente ad Olgiate Olona, lavora nell'azienda familiare seguendo il discorso contabile, e dal 1996 difende i colori della Corradini Rubiera, il team dell'olimpionico di maratona Stefano Baldini.

Personalmente lo considero come uno dei più cari amici che ho nell'ambiente sportivo, nutrendo per lui una stima profonda per la persona (sempre molto modesta e garbata) e per l'atleta, un vero talento nato per correre!

Scambiamo, allora due chiacchere con te, Fabio: quando hai iniziato a correre? Ho iniziato a correre nel 1979, all'età di dieci anni, sulle orme di mio fratello maggiore. La mia prima società fu quella del mio paese, la Polisportiva Olonia, dove corsi per tutta l'età adolescenziale. Nella mia prima gara giunsi secondo su due atleti, perdendo la volata con il mio rivale! Poi feci conoscenza con il prof. Sartorelli che inizio' a seguirmi negli allenamenti, e grazie a lui ottenni i primi risultati: infatti nella categoria cadetti corsi i 1.200mt. in 3'16" e i 3.000m. in 8'58" (tuttora primati provinciali imbattuti, ndr). Da allievo, invece (vestendo i colori della San Marco), corsi i 1.500m in 3'59" e i 3.000m in 8'38" al meeting nazionale di Roma Trofeo Bravin, allora molto rinomato e seguito, e del quale conservo ancora un piacevole ricordo…

Quando decidesti di passare alla corte del prof. Giorgio Rondelli?
Nel primo anno di Senior, perché Sartorelli con il lavoro non riusciva più a seguirmi, ed io con la scuola a Milano, iniziai ad allenami al campo XXV Aprile con il gruppo di atleti che seguiva Rondelli…

Un connubio vincente, direi, visti poi i tuoi risultati… Mi puoi snocciolare i tuoi personali di questi anni? Si, dunque, partiamo dalla distanza più breve, i 1.500m: una sera di Maggio del '91 al campo XXV Aprile, in una gara test imbastita da Rondelli, corsi la distanza in 3'49"; nei 3.000m invece ho un personale di 8'10" siglato nel meeting di Rovereto del '99 dove vinsi la volata con uno junior di nome Stefano Baldini…., mentre nei 3mila siepi ho un 8'48" datato '89 al meeting di Cesena. Poi nei 5mila ho il 14'02" realizzato nel '99 a Bellinzago Novarese, mentre nei 10mila ho un personale di 29'18" siglato nel '95 ai cds di Brescia, e 30 giorni più tardi, agli italiani di Rubiera, corsi la distanza in 29'22" rimanendo da solo nell'ultima parte, un vero peccato, perché a 4 giri dal termine persi contatto da Stefano Moro (che poi concluse in 29'10") a causa di un doppiato che creò il cosìddetto "buco".

E nelle gare sulla lunga distanza? Nel Settembre 2002, alla mezza di Udine ho corso la distanza in 1h04'03", mentre in maratona ho un personale di 2h15'32" siglato nell' Aprile '98 a Rotterdam (11° assoluto). Veramente una gran bella maratona quella olandese, organizzata molto bene, (unico neo la segnalazione dei singoli km) dove all'epoca l'organizzazione metteva già a disposizione delle lepri per fare il tempo. Da Milano partimmo io e Goffi con coach Rondelli, era l'anno che lo spagnolo Roncero tentava il primato mondiale (poi si fermo' per crampi a 5km. dal traguardo). Una gara tatticamente perfetta, con un gruppetto che mi piloto' alla mezza in 1h07'27". Quando arrivai al km. 38, ancora molto lucido, decisi di forzare il ritmo e lasciai i miei "compagni di avventura", ma fatali per me furono le errate segnalazioni chilometriche (un mille in 2'20", l'altro in 3'50", ecc.) tant'è che sul traguardo passò oltre un minuto prima che giunse il 12° classificato a dimostrazione della benzina ancora presente nel serbatoio. Così alla fine tagliai il traguardo in 2h15'32" con ancora molta energia in corpo. Peccato! L'anno seguente, riprovai a Cesano Boscone (dove nel '97 persi la gara, chiusa in 2h16'47", in volata su Matteo Palumbo), con passaggio alla mezza in 1h06'40", ma nella seconda parte, prima i battistrada keniani iniziarono a correre a strappi, e poi un fastidioso vento contrario mi taglio' le gambe, concludendo la mia fatica in 2h18'. Mi è spiaciuto molto quella volta, perché mi sentivo al top della condizione, anzi oserei dire in uno dei miei migliori stati di forma, tanto che in un test a 10 giorni dalla gara, alla mattina corsi 15km. al ritmo di 3'08" al km.,e alla sera un 10mila in 30'00"…

Quante volte sei stato convocato in maglia azzurra e a quando risalgono?
Ho vestito tre volte la maglia azzurra: la prima risale al 1988, quando venni convocato nella rappresentativa junior per partecipare al Cross delle Nazioni (oggi Campionato del Mondo di specialità) di quell'anno ad Auckland, in Nuova Zelanda. Una bellissima esperienza, sia per l'ambiente che avevi intorno, per l'aria che respiri in quelle occasioni, e per i risvolti agonistici che mi portarono a concludere al 49° posto assoluto. Poi venni convocato nel 1994 per i mondiali militari di The Curragh in Irlanda (18/03, allora ero nel G.S. Aeronautica) e sempre in quel periodo partecipai anche ai mondiali universitari di Limerick sempre in Irlanda (1/04/'94).

Finora quale è stata la gara in assoluto che ti ha dato le maggiori soddisfazioni? Credo proprio il Cross delle Nazioni di Auckland, anche se ho un dolce ricordo di una campestre (di km. 3,500) su di un terreno molto fangoso che vinsi, nel periodo delle giovanili, a Rivolta d'Adda. Era campionato regionale individuale ed ero tra i favoriti ma c'era al rientro un ragazzo molto forte (Savino Tondo) allenato dal mio futuro coach; al via impostò un ritmo elevatissimo ed io faticavo a seguirlo ma per fortuna verso il 2° km mi trovai solo in testa e tagliai il traguardo a braccia alzate. Molto emozionante anche la vittoria nella Engadiner Summerlauf di St. Moritz del 2001, considerati il percorso e la gente molto stimolanti.

Eh,si,St. Moritz… un paradiso per chi ama correre… Non finirò mai di ringraziarti per avermi portato con te, nel 2001, in vacanza nella cittadina elvetica… Non credevo che esistesse un posto così fantastico!

Da quanti anni è che in Agosto vai ad allenarti e a ritemprarti lassù? Dal 1989, anche se qualche anno ho saltato… E' un posto che ti rigenera veramente, e ti permette di preparare al meglio le gare autunnali, se non si esagera con i ritmi, altrimenti quando scendi…

La distanza che ti affascina maggiormente? Nelle campestri mi sono sempre trovato a mio agio, però penso che sia la maratona la gara che amo di più…

Ti è rimasto qualche sogno sportivo nel cassetto? Si, quello di vincere una maratona: ci sono andato vicino due volte su 5 tentativi: a Cesano nel '97 e ad Alessandria nel 2002, quando ero al comando da solo al 37km. e poi ho subito uno strappo al polpaccio; prima di chiudere la carriera spero di realizzarlo, anche se più vado avanti, più il tempo si assottiglia per prepararla bene, e quindi forse rimarrà solo un sogno…

Quando ti alleni veramente, quanti km. percorri in settimana? Quando stò bene arrivo a percorrere 140-150km. settimanali diluiti in 9-10 allenamenti, ma in questo periodo fatico ad oltrepassare la barriera dei 60km., anche se piano piano stò riprendendo ad allenarmi con più continuità...

Quale è l'allenamento che prediligi svolgere e quello che ti fa arricciare il naso? Mi è sempre piaciuto correre i lavori di medio in progressione sulle distanze di 20-25 km., mentre ho sempre sofferto i lavori di fartlek… però devo dire che quando questi ultimi lavori li faccio bene capisco di essere in forma…

In passato, o nel presente, quale atleta assoluto stimi maggiormente? Sono sempre stato un grande estimatore di Sebastian Coe, mentre in ambito nazionale di Alberto Cova: davvero grande quando vinse i mondiali nei 10mila di Helsinky, con gara vista e rivista a casa di Rondelli con gli altri ragazzi con cui mi allenavo, accompagnate dal commento del coach: uno spettacolo!

Navighi in internet? Si, direi quasi quotidianamente… In particolare visito il tuo sito, quello di Nuniez e quello di Podisti.net

Qual è, o quale è stata, la tua calzatura da running preferita? La mia preferita è senza dubbio stata la mitica Asics Tiger Epirus, oggi invece corro solo con Nike e con qualche paio di Asics.

In passato hai praticato altri sport oltre la corsa? A livello agonistico direi proprio di no, ma nel tempo libero non ho mai disdegnato qualche pedalata in bici, il nuoto e lo sci.

La prossima gara a cui prenderai parte? Penso la maratona di Reggio Emilia, ma tranquillo che non la faro' tutta, ma solo 15-20 km. con la mia amica e compagna di squadra Ivana Iozzia che mi ha chiesto se posso fargli da lepre per metà gara…

E quando proverai a prepararla in maniera più seria? Per preparare al meglio la maratona ci vuole molto tempo ed in questo momento, terminando di lavorare tutte le sere alle 18,30, proprio non ne ho. Tieni presente che preparare bene la distanza intendo correre una media settimanale di 180-200 km., e credo che questa sia la parte più dura della maratona. Però nella nuova palestra che frequento a Cassano, ho ritrovato il prof. Sartorelli che stà organizzando una trasferta alla maratona di New York nel novembre 2005, e mi stà convincendo a prendervi parte, per cui se son rose…

In conclusione di questa piacevole intervista, quale domanda vorresti che ti facessi ancora? Magari se continuerò a correre una volta terminata la mia carriera agonistica… Credo che se hai veramente tanta passione per questo sport, continueresti a correre, perché fa parte della tua vita quotidiana e ti fa stare bene. Pero' non credo che continuerei a correre a livello amatoriale, bisognerà vedere quando decido di chiudere con l'agonismo. Ad ogni modo, oggi mi ritengo ancora un grande appassionato di questo sport, e penso che alla fine difficilmente smetterò di calzare le scarpette…

Ti ringrazio caro Fabio.

intervista pubblicata il 5/12/2004