Ora,
rispettando i concetti che credo siano alla
base della nascita e crescita di qualsiasi gruppo
che fa atletica a livello amatoriale e cioe'
il divertimento e l'aggregazione, come societa'
nel nostro caso abbiamo assolutamente sempre
accettato l'idea di soci che se ne vanno e naturalmente
che vengono da e verso altre societa'.
Le
motivazioni di questi "trasferimenti"
sono sempre state nella grandissima maggioranza
dei casi nell'ottica tipicamente amatoriale
e quindi derivate da:
-
simpatie, antipatie
- amicizie e/o situazioni comuni di allenamento
- trasferimenti in citta'/regioni diverse
- dimensione societa' (o troppo piccola, o troppo
grande)
- servizi offerti o meno
- etc..etc..
insomma
le classiche cose che si guardano quando ci
si inserisce in gruppi che fanno un qualcosa
per passare il tempo nel migliore dei modi.
Tutto
questo tenendo sempre ben presente l'aspetto
competitivo, perche' fa parte del gioco; personalmente
non mi divertirei se non ci fossero i miei compagni
di squadra con cui confrontarmi (oggi mi hai
battuto, ma aspetta domani.. e vediamo). Aspetto
competitivo che per forza di cose comporta avere
degli atleti che spiccano sugli altri perche'
o mamma natura li ha dotati o perche' si allenano
tantissimo.
Ora,
andando al sodo, mi (ma direi ci) ha dato fastidio
venire a sapere che alcuni atleti di una forte
societa' abbiano contattato praticamente tutti
i nostri migliori portacolori (anche quelli
storici) offrendo loro anche soldi (se le voci
sono esatte) per andare a correre con loro.
Ritengo
la cosa poco corretta e non so quanto guidata
dall'alto, poco corretta perche' va contro quegli
aspetti a cui ho accennato prima ed inoltre
va a svilire il lavoro che chiunque collabori
alla gestione delle nostre societa' fa quotidianamente.
Ci facciamo un mazzo tanto per trovare soluzioni
aggregative, pensiamo sempre a come far divertire
i nostri soci in modo tale che siano un po'
riconoscenti del lavoro fatto, cerchiamo di
non fare distinzioni e riconoscere un po' di
merito a tutti, e certamente a volte sbagliamo
nel farlo e magari veniamo puniti ed il socio
se ne va; ma questo fa parte dell'ambiente amatoriale
senza che venga inquinato da logiche prettamente
di compravendita.
Logiche
che poi a volte sono solo specchietto per le
allodole in quanto le promesse non vengono mantenute
e l'atleta si trova in una poco piacevole spirale
del chiedere e richiedere cio' che gli spetta
e bla.bla..bla..
Se
a volte noi vinciamo come gruppo lo dobbiamo
a tutti coloro, e sono tanti, che dandoci fiducia
seguono i nostri dettami sul fare quella gara
per tentare di vincere, ci sono i ragazzi e
le ragazze che fanno cento punti e altri che
ne fanno uno e magari vinciamo per un punto
ed allora chi conta di piu'?
Quindi
concludendo direi che noi siamo decisamente
contro queste logiche ed anche contro il vociferare
sottobanco che disturba il nostro "gratuito"
lavoro quotidiano.
Adriano
Caru'