12/01/2021 - Apprendiamo oggi dalle pagine della Gazzetta che la Roma-Ostia, la mezza maratona più veloce e partecipata d'Italia e in precedenza programmata per il 21 Febbraio, viene ufficialmente posticipata al 17 Ottobre. Così dopo i posticipi di Stramilano (dal 21/3 al 12/9) e della Maratona di Roma (dal 28/3 al 19/9) un altro grande evento non si effettuerà in primavera per il protrarsi della pandemia, confermando che se tutto andrà bene le corse su strada riprenderanno a fine estate.

Tra l'altro il Patron della manifestazione capitolina Luciano Duchi lancia un duro attacco alla Fidal denunciando che l’attività su strada conterà poco o nulla nelle elezioni del prossimo presidente della Fidal. Il sistema elettorale che designerà il successore di Alfio Giomi, il prossimo 31 gennaio, sottovaluta questo tipo di movimento e ipervaluta la pista. “Il problema – scrive Duchi – è che nel sistema di assegnazione dei punteggi per le elezioni ci sono due parametri che non contano nulla: il numero dei tesserati e l’eventuale organizzazione di manifestazioni di corsa su strada o trail o corsa in montagna (tutte le manifestazioni “No Stadia”). Avendo uno scarso potere elettorale, difficilmente si riesce a farsi ascoltare. Ma vi pare giusto che società come la Podistica Solidarietà, il GEBRun Bancari Romani, CAT Sport, Amatori Villa Pamphili e altre mille società che hanno centinaia di tesserati, debbano avere gli stessi voti (10) riservato a una ASD che ha cinque tesserati, che è il minimo previsto? Non dico, come l’esempio che ho fatto più volte nelle reiterate richieste di far vale il diritto al quale si appellava Nelson Mandela “One man, one vote”, ma ponderare almeno il valore dei tesserati, con qualcosa che non sia cinque uguale mille”. 

 L’attuale sistema prevede una forbice fra la società che ha più voti e quelle che ne hanno meno, di quaranta a uno. Contano soprattutto gli scudetti, anche a livello giovanile, e i risultati. Così ci può essere una società che ha 400 voti (il massimo, ce l’hanno Studentesca Milardi Rieti, Fratellanza Modena e Firenze Marathon, che abbina strada e pista) e diverse altre che ne hanno dieci. Nelle precedenti elezioni il rapporto era di 80 a uno. Il problema è amplificato dal fatto che il movimento su strada alimenta parecchio le casse federali fra tasse gara e tessere amatoriali, che hanno un prezzo superiore rispetto alle altre. C’è un evidente problema di rappresentatività anche se è chiaro che il meccanismo elettorale tende a privilegiare l’attività giovanile piuttosto che quella adulta-amatoriale. Va anche detto che negli ultimi anni, il sistema elettorale della Fidal si è in qualche modo democratizzato con il voto diretto delle società e senza la mediazione dei delegati regionali. Il punto è il peso specifico con cui vengono attribuiti i 68.630 voti. Sarebbe interessante sull’argomento avere il parere dei tre candidati che si stanno cimentando in una campagna elettorale piuttosto accesa: Roberto Fabbricini, Stefano Mei e Vincenzo Parrinello. In ogni caso, a inizio del prossimo quadriennio, il tema dovrà essere affrontato.

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